Nato nel 1842 a Polistena;
deceduto nel 1902 a Monteleone ( oggi Vibo Valentia). Alternò la dimora
fra Monteleone e Laureana di Borrello, e nel cimitero di questa cittadina
è stato sepolto. Studiò legge a Napoli e si laureò nel 1866.
Fu Ispettore onorario per
gli scavi e i monumenti di antichità per il Circondario di Monteleone.
"Giovan Battista Marzano
ha lasciato un'impronta profonda del suo genio nelle varie opere di carattere
lessicale, storico, folkloristico dettate durante la sua vita operosa.
A lui si deve il riuscito tentativo di un lessico etimologico del dialetto
calabrese, fonte pregevole per la conoscenza del vocabolario di Laureana."
-G.Alessio-Venezia 1937
"Giovan Battista Marzano,
nobile tempra di erudito, è una di quelle figure che tutto hanno dato
alla regione, nulla chiedendo. Studioso di varia cultura , è più noto
come storico ed archeologo, che come demopsicologo, pur avendo dato alla
scienza delle tradizioni contributi non indifferenti..Le sue memorie intorno
alle costumanze, ai pregiudizi, ai proverbi, ai canti e ad altri generi
di tradizioni..sono quanto di meglio la letteratura popolare.abbia offerto,
in quel torno di tempo, alla conoscenza del patrimonio tradizionale della
regione...Il vocabolario precorre, preparandone il terreno, quel nuovo
movimento di studi sulla grecità essenziale dei dialetti meridionali,
che, ai nostri giorni, ha avuto il migliore e più infaticabile assertore
nel filologo tedesco Gerard Rohlfs."
-dalla prefazione del Dizionario
Etimologico del Dialetto Calabrese-1929
Opere principali :
- Scritti - tre volumi - raccolta di
ricerche storiche (1929-31)
- Dizionario Etimologico del Dialetto
Calabrese (Laureana B.-1929)
- Monografie di araldica (relative a
diverse famiglie della nobiltà calabra)
- Monografie su molti comuni della Piana
e sui loro stemmi civici
Opere inedite :
- Gerusalemme Liberata , traduzione
latina
- Biografie di vari personaggi
- Relazioni di scavi archeologici
-mbc-
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| Così scriveva Giovan Battista Marzano
nel 1915 su Laureana:
Laureana di Borrello è
sita dirimpetto al mar Tirreno sopra un ameno poggio faciente parte della
catena degli Appennini, che, a guisa di ampia curva, circondano, tranne
che da ponente, il fertile ed esteso bacino della Piana, spaziantesi per
ottanta leghe di lunghezza e per sessanta di larghezza dal Monte
Vibonese al piè di Aspromonte e dal Caulone al litorale di Gioia Tauro.
Il poggio, a ridosso del quale giace Laureana, occupa il punto quasi mediano
della curva suddetta, donde si domina il vasto sottoposto piano. Il
panorama che si dispiega all'osservatore, che spinge lo sguardo dal magnifico
viale, ombreggiato di acacie, che svolge innanzi al Convento degli ex
Frati Conventuali, detto oggi Belvedere, è svariato, maestoso, incantevole.
A settentrione l'estremo orizzonte viene limitato dai monti del Nicastrese
con la loro tinta di un ceruleo opaco; più in qua vedesi la città di Monteleone,
che mollemente si adagia sulla china di un monte isolato, distaccato dalla
catena degli Appennini, la continuazione della quale, nella parte più
elevata, prende il nome di Monteporo, e nella pendice orientale vedesi
popolata da innumerevoli villaggi, detti comunemente Quartieri. A mezzodì,
un'estesa pianura coverta di ulivi e di aranceti, e fra quella rigogliosa
vegetazione il biancheggiar di borgate e di villaggi; più in giù la gran
massa di Aspromonte, vestita di selvaggia boscaglia, ed il Monte S.Elia,
che quasi minaccioso sta sopra Palmi, e che, digradando in tre colossali
scaglioni, fa vedere in sfondo il nevoso Mongibello e gli altri monti
della Sicilia e va a bagnarsi nel golfo di Gioia Tauro. Ed infine a ponente,
sorvolando con lo sguardo la verdeggiante pianura bagnata dal Mesima e
dal Metramo, che al par di argentei nastri, vi serpeggiano in mille guise,
chiusa a sud-ovest dei monti di Palmi e a nord-ovest dalla costa meridionale
di Monteporo (sulla cui china ripida e petrosa giace Nicotera), offresi
il Mar Tirreno con la sua vaghissima tinta azzurra, ed in fondo, come
per terminare questo artistico quadro, sorgono le isole Eolie, vetuste
reliquie d'un continente che non è più, fra le quali primeggia lo Stromboli,
sul cui cratere aleggia quasi continuamente un pennacchio di fumo.
(Cenno
storico intorno a Laureana di Borrello - - Arnaldo Forni Editore - 1915)
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